Jacopo

A #idomeni mentre cammini tra le tende è facile che alcuni bambini ti prendano per mano e ti trascinino nei loro giacigli.
È cosi che ho conosciuto la larga famiglia di Azhar e Khaleel, le loro tre mogli e la decina di figli. L’ultimo ha nove giorni. Ce lo presentano fieri, è al centro del loro gruppo.

Sono siriani, comunicare è difficile, per lo più sono gesti. Conoscono l’inglese almeno quanto io conosco l’arabo. Ma riesco a capire quando mi chiedono una sigaretta. Riesco a riconoscere il gesto degli spari della polizia macedone. Riesco a comprendere quando mi chiedono se un giorno l’Europa li accoglierá aprendo i confini, sperando di dare un futuro a loro e a tutti i loro figli.

Quello che non riesco a fare è rispondere per dare loro un barlume di speranza.